Transizione ecologica: decarbonizzazione, elettrificazione e lavoro in Italia
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Il rapporto esamina, mediante un’analisi input-output, gli effetti che la transizione ecologica in corso e gli obiettivi del Green Deal europeo, al 2030, 2040 e 2050, possono esercitare sulle catene del valore intersettoriali, nonché sulla consistenza e sulla composizione dell’occupazione nell’economia italiana, lungo il medesimo orizzonte temporale. Gli scenari presentati sono esercizi input-output multiregionali a coefficienti fissi, di natura contabile e tecnologica.
Essi ricostruiscono le interdipendenze dirette e indirette tra settori e paesi, senza tuttavia rappresentare i meccanismi di aggiustamento dei prezzi, la sostituzione tra fattori e le risposte comportamentali tipiche dei modelli di equilibrio generale computabile. L’analisi distingue occupazione diretta, occupazione indiretta nazionale e occupazione indiretta estera nei settori oggetto della transizione ecologica.
Il rapporto presenta inoltre una scomposizione dei risultati per settore produttivo, genere e livello di istruzione. Il rapporto si configura quindi come uno strumento di contabilità economica e ambientale per individuare le pressioni di riallocazione lungo le catene del valore, i nodi critici settoriali, le possibili strettoie occupazionali e le implicazioni di politica economica, industriale e del lavoro, nell’ottica di una transizione giusta.
Dalle simulazioni emergono effetti aggregati rilevanti, che catturano soprattutto una redistribuzione dell’occupazione tra comparti produttivi attraversati dalla transizione ecologica. Nel primo scenario, basato sulla sola ricomposizione della domanda finale al 2030, l’occupazione localizzata in Italia si riduce di circa 57 mila unità, pari a −0,28% rispetto al benchmark del 2019. Nel secondo esercizio, gli effetti complessivi dipendono dall’orizzonte temporale, dalla combinazione tra profilo di elettrificazione e mix elettrico e dalla riallocazione intersettoriale della domanda finale. Quando i due canali sono combinati, la perdita di occupazione in Italia è pari a circa 70 mila unità nel 2030 e supera di poco le 300 mila unità nel 2050. La sola componente tecnologica green, isolata mantenendo fisso il vettore della domanda finale ai livelli del 2019, produce invece effetti molto più contenuti sull’occupazione complessivamente attivata, inclusa la componente indiretta estera; in questo perimetro, la variazione principale deriva dalla riallocazione della domanda finale e dalla sua propagazione nelle filiere produttive.