Partecipazione e azione collettiva nell’ARCI. Indagine sui circoli: sfide e prospettive
Dove vive la democrazia, oggi? Forse nei luoghi in cui le persone si incontrano, si organizzano, costruiscono legami, praticano mutualismo e partecipazione ogni giorno. Anche quando sembra difficile.
Il 26 maggio, in occasione del 69esimo compleanno dell'ARCI, è stata presentata la ricerca fatta insieme, realizzata da Arci nazionale insieme alla Fondazione Giuseppe Di Vittorio su oltre 1000 Circoli Arci in tutta Italia per capire i bisogni e le trasformazioni sociali, i desideri di partecipazione e le sfide del presente.
Per la Fondazione erano presenti i ricercatori e la ricercatrice che hanno lavorato a questa inchiesta: Samuele Alessandrini, Francesca Carrera, Daniele Di Nunzio, Giuliano Ferrucci, Emanuele Toscano. In allegato le slide presentate durante l'iniziativa.
Di seguito invece l'articolo di restituzione della giornata originariamente pubblicato sul sito ARCI.IT, a questo link.
Una fotografia dell’Arci che cambia: partecipazione, cultura e radicamento territoriale
Che cosa sono oggi i circoli Arci? Quali sfide attraversano e quali priorità indicano per il futuro? A queste domande prova a rispondere “Partecipazione e azione collettiva nell’ARCI. Indagine sui circoli: sfide e prospettive”, la ricerca realizzata da Fondazione Di Vittorio insieme ad Arci, attraverso un percorso condiviso e il coinvolgimento diretto delle presidenti e dei presidenti dei circoli.
L’indagine, costruita a partire da un questionario rivolto a un campione rappresentativo di circoli su tutto il territorio nazionale, restituisce l’immagine di un’associazione viva, plurale e profondamente radicata nelle comunità. Una rete che continua a riconoscersi anzitutto nella produzione culturale e nella partecipazione democratica, ma che tiene insieme anche funzione sociale, educazione, mutualismo e cura dei territori.
Tra gli ambiti di intervento indicati come prioritari dai circoli emerge con forza la promozione di cultura, arte e creatività, seguita dalla partecipazione alla vita democratica dei territori e dalle attività rivolte a giovani e adolescenti. Una fotografia che conferma la capacità dell’Arci di essere spazio di socialità, presidio civico e luogo di costruzione di legami.
La ricerca mette però in evidenza anche le differenze territoriali e generazionali che attraversano la rete associativa. Nei piccoli comuni i circoli svolgono più spesso una funzione di prossimità e presidio sociale, legata ai bisogni delle comunità locali e alla valorizzazione dei beni comuni; nei contesti urbani si rafforza invece la vocazione culturale e l’attenzione ai temi delle differenze, dell’inclusione e del protagonismo giovanile.
Un elemento centrale che emerge dal report è il ruolo decisivo del volontariato: la grande maggioranza delle persone che guidano i circoli svolge il proprio incarico in forma volontaria, confermando un modello associativo fondato sull’impegno diretto, sulle relazioni e sulla partecipazione.
La ricerca rappresenta uno strumento importante non solo per leggere il presente dell’associazione, ma anche per alimentare una riflessione collettiva sulle prospettive future dell’Arci, a partire dalle trasformazioni sociali, culturali e democratiche del nostro tempo.