I FONDI LIBRAI DELLA FDV: UNA RICCA COLLEZIONE
Ci sono libri che si leggono per studiare e libri che si conservano per ricordare. Nella Biblioteca della Fondazione Giuseppe Di Vittorio le due cose coincidono: sui nostri scaffali è custodita una collezione di grande pregio dedicata alla storia del movimento operaio e sindacale, alla ricerca sociale, alla storia delle donne e uomini che hanno scelto di preservare ciò che leggevano, discutevano e producevano, capace di attraversare oltre un secolo di lotte, idee e conquiste.
Accanto ai grandi protagonisti del sindacato, l'incremento di questo patrimonio è avvenuto grazie anche alle donne, studiose di storia sociale e sindacaliste, che hanno raccolto e donato scritti, collane e testimonianze fondamentali per sottrarre all'oblio la memoria dell'emancipazione e del lavoro femminile.
Questo patrimonio non è un insieme omogeneo, ma il mosaico di tante storie diverse.
Ogni fondo nasce dalla passione di una persona e dall’impegno di un’organizzazione; dalla scelta generosa di chi ha affidato alla biblioteca i propri libri affinché non andassero dispersi. Tra le pagine si incontrano saggi e opuscoli, riviste e atti congressuali: testi che hanno acceso dibattiti e documenti che hanno accompagnato la quotidianità di lavoratrici e lavoratori.
Prima ancora che una raccolta di volumi, ogni fondo è il racconto di chi lo ha costruito: militanti, studiosi, dirigenti e organizzazioni che hanno scelto di preservare ciò che leggevano, discutevano e producevano. Per questo le nostre raccolte sono un patrimonio prezioso, custodi vive di una memoria collettiva.
Un viaggio nella storia del lavoro aperto a studiosi, curiosi e a chiunque voglia riscoprire le nostre radici.
Di seguito, presentiamo una parte dei Fondi della biblioteca FDV, le loro origini, i protagonisti e il loro valore storico.
FONDI POSSEDUTI DALLA FDV:
Mario Assennato (Brindisi, 15 gennaio 1902 - Roma, 7 luglio 2000)
L'avvocato e onorevole Mario Assennato è stato, innanzi tutto, componente di una delle Commissioni costituenti per l'elaborazione e la scrittura della Costituzione Italiana. Militante attivo del movimento sindacale operaio e bracciantile, ha difeso nelle cause giudiziarie, attraverso i comitati di Solidarietà democratica costituiti dalla Cgil nel 1948, centinaia di lavoratori in lotta per la riforma agraria e per Io sviluppo dell'agricoltura, vittime della repressione dell'allora Ministro degli interni Mario Scelba negli anni 50 e 60.
L'Onorevole affiancò il segretario generale della Cgil, Giuseppe di Vittorio, nella grande opera pedagogica di trasformazione delle manifestazioni di rabbia contadina in una nuova coscienza politica collettiva. Il suo percorso professionale si è caratterizzato, quindi, in una lunga militanza e in un costante impegno di indagine sulle condizioni del mondo contadino e operaio pugliese. Il fondo, che testimonia il suo percorso intellettuale e di ricerca, comprende parte della sua biblioteca personale.
Edy Arnaud
Sindacalista della Cgil nella categoria della Federbraccianti nel 1986, in qualità di segretaria nazionale. Il fondo donato nel luglio 2017 alla Fondazione Di Vittorio consta di circa 150 volumi e monografie sullo stato sociale, sull'economia e sulle tematiche femminili.
Giuseppe (Pino) Amari (Roma, 09/07/ 1945 - Roma, 27/02/2023)
Sindacalista della Cgil nella categoria dei bancari della Cgil (Fisac), inizia la sua attività sindacale alla Cassa Risparmio di Roma, come delegato, In seguito viene eletto segretario della Fisac Cgil di Roma e Lazio. Successivamente lavora presso la biblioteca e il centro studi del gruppo bancario, sviluppando così la sua grande passione per la storia e la ricerca. È stato vicepresidente del Centro Studi Federico Caffè; a lungo collaboratore della Fondazione Giuseppe Di Vittorio, partecipando anche alle attività del Forum economico della Cgil. Negli ultimi anni della sua vita, inoltre, ha collaborato con la Fondazione Matteotti, per la quale ha curato la rivista “Tempo presente”.
Durante il periodo trascorso nella Fondazione Di Vittorio, ha concentrato la sua attività di ricercatore sulla storia economica e sindacale italiana, con una particolare attenzione all'opera di Federico Caffè (l'economista scomparso misteriosamente nel 1987), a cui ha dedicato diverse pubblicazioni, spesso in collaborazione con Nicoletta Rocchi, a lungo segretaria generale della Fisac Cgil. Di seguito alcuni titoli: Federico Caffè un economista per gli uomini comuni (2007); Attualità del pensiero di Federico Caffè nella crisi odierna (2011); Parla Federico Caffè. Dialogo immaginario sulla “società in cui viviamo” (2014). Ha inoltre curato alcune importanti raccolte di scritti di economisti o statisti: Contro gli incappucciati della finanza (2013); La dignità del lavoro (2014); Guardare al futuro. La politica contro l'inerzia della crisi (2018).
Sempre per la Fondazione Di Vittorio si è occupato anche di altri avvenimenti importanti della storia italiana post-bellica. Tra i titoli: Preludio alla Costituzione, 2019; Loggia P2. Il piano e le sue regole, 2014; I Consigli di Gestione e la democrazia industriale e sociale in Italia, 2014; Le notti della democrazia. Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi, due donne per la libertà, 2012; Agostino Marianetti: un socialista della CGIL, 2019 e Bruno De Finetti. Un matematico tra Utopia e Riformismo, 2015.
Il Fondo comprende un consistente numero di volumi di altri autori, dedicati alla storia del movimento operaio, alla politica estera italiana, alla storia politica ed economica italiana ed internazionale; volumi che ha collezionato nello svolgimento della sua attività di ricercatore.
Enzo Bartocci (Roma, 15 maggio 1929 - 10 luglio 2023)
Politico e sociologo, deputato socialista dal 1979 al 1983, Enzo Bartocci è stato docente ordinario di Sociologia dell'organizzazione alla Università di Salerno; direttore responsabile della rivista
«Economia e Lavoro». Bartocci è stato anche il più stretto collaboratore di Giacomo Brodolini, l'ex ministro del Lavoro dal 1968 al 1969, considerato insieme a Gino Giugni il padre nobile della legge 300 del 1970, più nota come Io Statuto dei lavoratori. Nel 1971, Bartocci fu fra i fondatori della Fondazione Giacomo Brodolini, di cui fu presidente, prima di divenirne presidente onorario.
Professore ordinario di Sociologia, Università di Salerno, ha svolto un'intensa attività di ricerca, pubblicando diversi Libri di economia del lavoro e di storia del socialismo. Tra le sue principali pubblicazioni ricordiamo: Alle origini della contrattazione articolata (Esi, 1979); Sindacato e potere nella Russia sovietica (Franco Angeli, 1979); Chiesa e società industriale (Franco Angeli, 1984); Le politiche sociali nell'Italia liberale (Donzelli, 1999); Disuguaglianza e stato sociale. Riflessioni sulla crisi del welfare italiano (DonzelIi,1996); I riformisti socialisti al tempo del centro-sinistra (Viella, 2019).
È stato inoltre direttore responsabile della rivista Economia & Lavoro e dal 1990 al 1997 ha diretto l'istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per Io Sviluppo. Il fondo in possesso della Fondazione Di Vittorio comprende molte opere significative di storia e di economia che ripercorre il suo percorso di intellettuale.
Adriana Buffardi
Sindacalista e dirigente della Cgil, inizia la sua carriera nella categoria della scuola SNC Cgil (Sindacato Nazionale Scuola), dove resta segretaria nazionale dal 1967 al 1980, in quota PSIUP fino al 1974, e successivamente in quota Terza componente. Successivamente Buffardi nel 1981, viene nominata segretaria nazionale della Filziat (Federazione Italiana Lavoratori Zuccheriero Industria Alimentare e Tabacco). Incarico che lascia nel 1988, quando viene eletta segretaria nazionale della Flai Cgil (Federazio Lavoratori dell'agro Industria), formatasi a seguito della fusione tra Federbraccianti e il sindacato degli Alimentaristi.
Buffardi è stata anche tra le protagoniste più autorevoli nella battaglia di emancipazione per l'ingresso delle donne nelle cariche apicali della Cgil, che hanno rotto il cosiddetto tetto di cristallo, consentendo a generazioni di sindacaliste future di incidere positivamente nelle politiche rivendicative di genere della Cgil nel mercato del lavoro e più in generale nella società.
Il fondo librario di Adriana Buffardi si compone tipicamente di tematiche di genere e Lavoro femminile: studi, pubblicazioni, rassegne stampa e documenti incentrati sul superamento del "tetto di cristallo", sulle politiche rivendicative di genere, sull'emancipazione femminile nel mercato del Lavoro e sui diritti civili; materiali di approfondimento, studi e pubblicazioni legati ai comparti professionali in cui ha operato in prima persona, istruzione e la scuola pubblica fino al settore agroalimentare, zuccheriero e tabacco (Filziat e Flai).
Mario Cocco (Chieti, 18 ottobre 1938 - Roma, 20 settembre 2018)
L'architetto Mario Cocco nasce a Chieti il 18 ottobre 1938, dove vive fino al 1946. Nel 1956, ancora ragazzo, si trasferisce a Roma per intraprendere gli studi universitari presso la facoltà di Architettura di Valle Giulia. Percorso che si concluderà nel 1963 con l'acquisizione del titolo di laurea. Gli anni universitari sono quelli durante i quali matura l'impegno politico prima nel PSI e dopo il 1962 nel Psiup, assumendo incarichi di direzione nella federazione romana.
Dopo un breve periodo di impegno accademico, lascia la carriera universitaria per dedicarsi all'attività professionale e insieme politica all'interno del movimento cooperativo. In questo ambito organizza insieme ad altri colleghi progetti di cooperative edilizie (1965-1970) e avvia una attività di collaborazione professionale e politica all'interno della Lega regionale delle Cooperative Laziali, nel settore della cooperazione di abitazione e della Produzione e Lavoro. Tra il 1970 e il 1990 lavora in imprese edili cooperative prevalentemente nell'ambito dell'edilizia economica e popolare e dell'edilizia scolastica a Civitavecchia, Allumiere, Tolfa, Roma (1971-1995).
Già dal 1966 accanto e insieme all'attività professionale assume anche compiti di direzione politica negli organi regionali della Lega delle cooperative. Tale ruolo si consolida dal 1975 all'interno della Direzione Nazionale della Lega delle Cooperative. In questoambito rappresenta a livello nazionale una rete di "Nuova Cooperazione" (vicina all'area politica di Democrazia Proletaria) nei settori socioculturali-turistici, dei servizi e dell'agricoltura sostenibile.
Il suo impegno nel movimento cooperativo è fortemente impostato sul concetto di autogestione. Nel 1988 infatti si fa promotore e relatore di un Convegno Nazionale, che si svolge a Bologna, intitolato “Cooperazione e società: un sistema di imprese per quali obiettivi? Tra nuovi corporativismi e vecchi ideali, la Lega verso gli anni ’90. Quali spazi per l'autogestione e un diverso modello di sviluppo”. Dagli inizi degli anni 90, inoltre, matura l'adesione al progetto politico ambientalista chestava emergendo in quegli anni, con la nascita del movimento dei cosiddetti Verdi. Un'adesione che si traduce oltre che sul piano politico in un impegnodi ricerca e qualificazione professionalein progetti di sistemazione dei parchi e giardini e di risparmio energetico in edilizia. Tra gli anni Novanta fino al 2020 aderisce alle formazioni politiche di Sinistra Ecologia e Libertà, per poi approdare alla formazione di Sinistra Italiana. È stato un appassionato collezionista di fumetti, riviste e pubblicazioni politiche e di settore nell'ambito del design e dell'architettura.
Presso la Fondazione Di Vittorio è custodita la donazione libraria e documentaria di Mario Cocco, già dirigente dell'allora Partito Socialista Italiano (PSI).
Questa raccolta si distingue in particolare per l'attenzione dedicata alla storia politica e istituzionale italiana. Una parte centrale della collezione comprende testi e volumi incentrati sul pensiero e sull'opera dei Padri costituenti. All'interno del fondo si trova anche una raccolta preziosa e quasi completa della rivista politico-culturale "Comunità", diretta da Adriano Olivetti. Questa rivista ha rappresentato un punto dì riferimento fondamentale per il dibattito culturale, urbanistico, sociale ed economico nell'ltalia del dopoguerra.
La presenza di questi materiali all'interno della biblioteca offre a studiosi e ricercatori una testimonianza diretta delle idee che hanno guidato la ricostruzione del Paese. La donazione riflette l'impegno civile e politico di Cocco nel preservare la memoria delle tappe democratiche e riformiste della storia repubblicana. Costituisce, in sintesi, un tassello importante per comprendere l'evoluzione del pensiero politico italiano attraverso le voci dei suoi protagonisti e intellettuali.
Carlo Costamagna (Quiliano, 21 novembre 1880 — Genova, 1º marzo 1965)
Deputato a partire dal 1929, poi membro della Camera dei fasci, fu nominato senatore il 26 febbraio 1943. Nel 1927 insegnò diritto corporativo presso l'università di Ferrara e successivamente presso l’ateneo di Pisa. Nel 1933, durante il regime fascista, è stato chiamato a Roma per tenere corsi sui principi di legislazione fascista, presso la facoltà giuridica dell’università di Roma. La sua carriera accademica è proseguita nel 1937-38 insegnando dottrina del fascismo e poi diritto costituzionale dal 1940-41, presso la nuova facoltà di scienze politiche. Costamagna ha pubblicato diversi testi importanti sulla ideologia del fascismo.
La collezione in possesso della Fondazione Di Vittorio contiene alcuni significativi volumi del ventennio fascista, che tracciano un quadro interpretativo dell’ideologia del fascismo, utile per eventuali ricerche storiografiche.
Ettore Guglielmo Epifani (Roma, 24 marzo 1950 — Roma, 7 giugno 2021)
Laureatosi in filosofia all’Università La Sapienza di Roma, Guglielmo Epifani è stato il segretario generale della Cgil dal 2002 al 2010, il primo socialista nella storia del sindacato a guidare la struttura. La sua carriera di sindacalista inizia nel 1979 nella categoria dei lavoratori poligrafici e cartai. Dal 1981 al 1988 viene nominato segretario generale della Filis (Federazione italiana dei lavoratori dell'informazione e dello spettacolo). Nel 1990 entra nella segreteria confederale,per poi tre anni dopo, nel 1993, assumere il ruolo di segretario generale aggiunto, assegnatogli dall'allora segretario generale della Cgil Bruno Trentin. Nel 2010, quando concludela sua carriera sindacale, Epifani rimarrà presidente dell'associazione Bruno Trentin.
Terminato il suo impegno attivo nel sindacato, Epifani sarà eletto deputato in parlamento e per un breve periodo ha ricoperto l'incarico di segretario del Partito Democratico, a seguito delle dimissioni di Pierluigi Bersani, dall'11 maggio 2013 al 15 dicembre 2013. Come presidente della 1 0a Commissione permanente Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei deputati, è stato anche promotore dell'indagine conoscitiva per l'ltalia sull'lndustria 4.0.
La moglie, Giusy De Luca, ha donato alla Fondazione Di Vittorio una preziosa collezione di quadri e litografie dell'artista Ennio Calabria e una ricca collezione di volumi di politica, economia e sociologia, che riflettono l'impegno di Epifani nella difesa dei diritti dei lavoratori.
Augusto Graziani (Napoli, 4 maggio 1933 - Napoli, 5 gennaio 2014)
È stato un economista e un politico italiano. Docenze in diversi atenei: nel 1962 professore di economia politica presso l'università di Catania; nel 1965 docente ordinario di politica economica all'università di Napoli; dal 1989 professore ordinario di economia politica presso la facoltà di economia e commercio dell'Università "la Sapienza" di Roma. Augusto Graziani è noto per avere elaborato la Teoria del circuito monetario, di cui è considerato uno dei fondatori e il principale esponente italiano. E’ stato presidente della Società nazionale degli economisti e membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei, dell'Accademia delle scienze di Torino, della Fondazione Luigi Einaudi di Torino, del consiglio direttivo della Fondazione Gramsci e advisor board del European Journal of the History of Economics Thought.
Il fondo librario donato dal professor Augusto Graziani rappresenta un patrimonio culturale e accademico di inestimabile valore per gli studi economici. Illustre economista, politico e figura di spicco della cultura italiana, Graziani ha insegnato in prestigiosi atenei come Catania, Napoli e "La Sapienza" di Roma. La sua intensa attività di ricerca Io ha reso celebre a livello internazionale come uno dei fondatori e il principale esponente italiano della Teoria del circuito monetario. La sua biblioteca personale riflette la vastità dei suoi interessi scientifici, che spaziavano dalla macroeconomia alla storia del pensiero economico. Il fondo raccoglie volumi e riviste specializzate e testi fondamentali che documentano l'evoluzione del dibattito economico contemporaneo. Accademico dei Lincei e presidente della Società nazionale degli economisti, Graziani ha messo la sua cultura al servizio della comunità scientifica. Questa donazione offre a studenti e ricercatori uno strumento di studio unico e profondamente legato alla tradizione critica dell'economia politica. Conservato con cura, il fondo testimonia l'impegno intellettuale di un maestro che ha segnato la storia economica del Novecento. La raccolta continua a ispirare nuove generazioni di studiosi interessati a comprendere le dinamiche complesse della moneta e della produzione.
Antonio (Nino) Lisi (Napoli 07/08/1930 — Roma, 12 aprile 2025)
Il suo impegno politico nasce nel mondo cattolico e successivamente nella sinistra Dc, da cui fu però espulso negli anni 50, insieme a un piccolo gruppo di intellettuali napoletani,perché considerato “troppo di sinistra”. Dopo aver fatto studi economici, il suo primo impegno professionale è stato all'Isveimer e poi come dirigente all’Eni, dove ha lavorato alla costruzione della Città della scienza di Napoli, con gli ex dipendenti dell'ltalsider di Bagnoli (dopo la chiusura del sito siderurgico); successivamente si è concentrato ad altri progetti di riconversione industriale di aree dismesse (come quelle presenti nel Monte Amiata).
Dopo il suo impegno con i ’Cristiani per il socialismo’, l'incontro con il Manifesto e in particolare con il suo direttore, ValentinoParlato, segna una nuova stagione di militanza nel Pdup per il comunismo, anche come dirigente. A Valentino Parlato lo legava la condivisione del pensiero di altri autorevoli economisti, come Federico Caffè e di Claudio Napoleoni, e l'attenzione al ruolo “partecipato” dello Stato nel l’indirizzare le finalità sociali del processo economico, per una economia dei lavori.
Singolare anche la sua conoscenza del conflitto israelo-palestinese. Alla radice c'era proprio la sua Napoli degli anni passati. Una storia di amicizia e affetto tra due famiglie che vivevano in due appartamenti vicini a Piazza Bovio: quella tra la sua e la famiglia del custode del Tempio israelitico napoletano, Amedeo Procaccia, la cui abitazione era sede della Comunità ebraica di Napoli. Insieme formavano un grande nucleo allargato, che l'obbrobrio delle leggi razziali rafforzò anziché incrinare, fino alla fuga da Napoli dopo i bombardamenti alleati del dicembre 1942. Un'amicizia che non si esaurì neppure dopo la scoperta della morte di una parte della famiglia ebrea, deceduta nei lager nazisti. Il suo impegno politico e militante a sostegno dei palestinesi con la rivista Confronti, non cancellò le sue idee su una possibile convivenza tra i due popoli in conflitto. Attraverso il Manifesto ebbe modo di incontrare di nuovo i sopravvissuti della famiglia Procaccia; con loro discuteva dell'ultima guerra in corso, ma con grande amarezza nel gennaio 2023 scriveva: “non sono stato capace di far comprendere loro che si possono amare gli ebrei, come io li amo, che si può avere in grande considerazione, come me, l'ebraismo ed essere contrari al colonialismo di insediamento con il quale il governo israeliano nega ai palestinesi il diritto di essere liberi e di avere uno Stato.
Il fondo librario donato alla biblioteca della Fondazione riflette fedelmente i suoi molteplici interessi culturali e professionali attraverso i volumi raccolti nel corso della sua vita. La raccolta documenta in primo luogo la sua formazione e la sua attività nell'economia politica, con una forte attenzione al ruolo dello Stato e alla riconversione industriale(lsveimer ed Eni). Spiccano inoltre i testi dedicati al pensiero economico di autori di riferimento come Federico Caffè e Claudio Napoleoni, focalizzati su un'economiadei Lavori e su finalità sociali. Un nucleo rilevante del fondo riguarda la militanza politica e la storia della sinistra italiana, dai movimenti dei Cristiani per il socialismo fino all'esperienza del quotidiano Il Manifesto. Infine, la sezione documentaria e libraria conserva tracce della sua profonda riflessione geopolitica e culturale, in particolare sul conflitto israelo-palestinese e sul dialogo interreligioso, alimentato anche dai legami personali con la comunità ebraica napoletana.
Marcello Messori
Autorevole economista italiano, Marcello Messori ha insegnato in diverse Università italiane: professore ordinario all’Università di Cassino, all’Università di Roma Tor Vergata e alla LUISA di Roma (l'Università fondata dall'ex governatore della Banca d'Italia Guido Carli), dove ha diretto la School of European Political Economy. inoltre, è stato Professore presso lo Schumann Centre dell'istituto Universitario Europeo. Oltre all'attività di ricerca e di insegnamento, è stato impegnato in compiti istituzionali. Dopo una breve esperienza come Consigliere economico per le privatizzazioni, assetti proprietari e finanza e come membro del Comitato degli esperti presso la Presidenza del Consiglio, è stato presidente di una Società istituita dal Ministero del Tesoro per Io sviluppo dei fondi pensione (MeFoP) e della Associazione italiana delle società di risparmio gestito (Assogestioni) e membro del Board of directors della Associazione europea della previdenza complementare (EFRP). Dal 29 maggio 2014 fino al 26 novembre 2015 ha ricoperto il ruolo di Presidente delle Ferrovie dello Stato Italiane.
Il fondo donato racchiude il percorso di studio e ricerca di una figura di primo piano nel panorama economico nazionale e internazionale. Il professore ha messo la sua competenza al servizio delle istituzioni pubbliche e private ricoprendo ruoli di vertice. I volumi e i documenti ora custoditi in biblioteca, comprendono opere che vanno dagli anni 60 fino al 2018, e mettono adisposizione di studenti, ricercatori e studiosi una vasta gamma di risorse specializzate. Questapreziosa raccolta spazia dall'economia politica alle politiche di integrazione europea, offrendo gli strumenti teorici e pratici indispensabili per comprendere i complessi meccanismi dei mercati finanziari e dei sistemi previdenziali.
Luigi Lodovico Pasinetti (Zanica, 12 settembre 1930 - Milano, 31 gennaio 2023)
Luigi Lodovico Pasinetti, professore emerito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, accademico dei Lincei è stato uno dei più importanti economisti italiani. I suoi contributi alla teoria del valore, della distribuzione del reddito e dello sviluppo economico, sono stati oggetto di confronti significativi con i più autorevoli economisti del XX secolo, molti dei quali insigniti del premio Nobel: da Paul Samuelson, a Robert Solow, a Franco Modigliani, a John Hicks, fino adarrivare a Joseph Stiglitz.
Ha esercitato la sua carriera di docente prima alla Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove ha anche ricoperto l'incarico di preside della Facoltà di Economia e Commercio negli anni 1980-1983, per poi proseguire presso l'Università di Cambridge. Dal 1974 ha fatto parte del Comitato scientifico della Fondazione Luigi Einaudi di Torino. I suoi contributi più rilevanti sono relativi alla distribuzione del reddito, la teoria del capitale, i modelli di crescita multisettoriale.