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Seminario nazionale del corso “Mind the GAP! Joint actions of workers’ organizations for bridging the gender pay gap”

Il 9 febbraio 2026 si terrà online il seminario nazionale del corso “Mind the GAP! Joint actions of workers’ organizations for bridging the gender pay gap” nell’ambito del progetto europeo “Mind the gap” coordinato dal  sindacato maltese GWU e del quale oltre alla Cgil fanno parte del partenariato OPZZ Polonia, Usscg Montenegro, Ugs Nezavisnost Serbia e Sseri Macedonia, nonché Koz Slovacchia, Cartel Alfa Romania, Ces e Epsu.

Il progetto ha come obiettivo quello di rafforzare le competenze delle organizzazioni sindacali nell’affrontare, a livello europeo e transnazionale oltre che interno, le sfide legate all'uguaglianza di genere, in particolare al divario retributivo di genere, il Gender pay gap.

Nel quadro delle azioni previste dal progetto europeo “Mind the Gap si sono svolti i due workshop nazionali il 6 febbraio (online) e il 21 febbraio in presenza presso la Fondazione Di Vittorio.

Entrambi i workshop sono stati introdotti e coordinati da Monica Ceremigna, responsabile della progettazione europea Cgil. 

Nel workshop online, che ha visto la partecipazione di circa 60 compagne ed alcuni compagni della Cgil che si occupano di pari opportunità, di contrattazione, di politiche europee e internazionali,  attraverso i contributi di Esmeralda Rizzi, Politiche di genere Cgil e Federica Cochi, Presidente Apiqa Cgil, sono stati affrontati i temi dei divari di genere nel lavoro, nella previdenza e nelle professioni e analizzate le conseguenze.

La professoressa Laura Calafà, docente di Diritto del lavoro dell’Università di Verona, ha spiegato l’importanza della Direttiva europea sulla trasparenza retributiva – la 2023/970 – che, introducendo alcuni elementi nodali sulla trasparenza retributiva e sui percorsi professionali, e chiedendo agli Stati di dare concretezza alla nozione di “lavoro di pari valore”, potrebbe avere un impatto notevole nel contrasto al divario salariale di genere.

La Direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 7 giugno 2026 e prevede tra l’altro il coinvolgimento attivo delle organizzazioni sindacali nelle diverse fasi della sua applicazione.

Il secondo workshop nazionale è stato dedicato al tema della contrattazione di genere. Le 32 persone presenti hanno partecipato in modo dinamico e vivace all’attività introduttiva proposta da Monica Ceremigna. Due segretarie nazionali di categoria hanno arricchito la giornata lavorativa: Elena Petrosino, segretaria nazionale Filctem Cgil, ha introdotto, contestualizzato e sostanziato l’importanza della contrattazione collettiva in una prospettiva intersezionale; Tatiana Fazi, segretaria nazionale Fillea Cgil, ha ribadito l’importanza di un approccio olistico al tavolo contrattuale, con esempi e suggerimenti su strategie vincenti da adottare. Dopo un dibattito partecipato e interattivo, Daniela Decinti, Euroformatrice della Fondazione Di Vittorio, ha guidato un gioco di ruolo sulla contrattazione collettiva in ottica di genere che ha visto una partecipazione molto convinta del/le presenti, con contributi costruttivi e orientati all’azione. La giornata è stata conclusa da Esmeralda Rizzi, esperta di progetto.

Il webinar conclusivo che si terrà il 9 febbraio prevede il contributo di Monica Ceremigna, Esmeralda Rizzi e Manola Cavallini della Cgil, Daniela Decinti della Fondazione Di Vittorio e Michela Albarello della Cgil Piemonte. 

In allegato il programma della giornata.

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