Lina Fibbi, a 98 anni, ci ha lasciato. Partigiana comunista operaia e dirigente della Cgil.

Lina Fibbi, a 98 anni, ci ha lasciato.
Partigiana comunista operaia e dirigente della Cgil.


Figlia di un calzolaio toscano, Lina è ancora una bambina quando la sua famiglia lascia Fiesole ed emigra in Francia per sottrarsi (era il 1923) alle persecuzioni e violenze fasciste.
Operaia tessile a Lione, a 15 anni decide di iscriversi alla Federazione giovanile comunista francese (a 17 anni è già dirigente dell’Unione delle ragazze francesi nella regione del Rodano).
All’inizio della seconda guerra mondiale è arrestata dalla polizia francese e internata nel campo di Rieucros.
Lo stesso campo ospita Teresa Noce, Anita Contini, Anna Maria Montagnana, Elettra Pollastrini e Baldina Di Vittorio.
Nel 1941 chiede alle autorità francesi di essere rimpatriata. La richiesta è accolta, ma appena arriva a Ventimiglia è arrestata dalla polizia italiana: sei mesi di carcere a Firenze, poi, in assenza di prove a suo carico, il provvedimento di due anni d’ammonizione e la sorveglianza speciale.
Tra le animatrici dei Gruppi di difesa della donna, con la caduta del fascismo è chiamata ad operare nel servizio clandestino del Pci e quando a Milano si costituisce il Comando generale delle brigate Garibaldi entra a farne.
Per anni segretaria della Fiot, la Federazione degli operai tessili della Cgil, è deputata del Pci nella quarta e nella quinta legislatura (1963-1972) e responsabile Commissione femminile del Partito.
La Fondazione, con affetto, esprime il proprio cordoglio, unendosi al dolore dei suoi cari.

Lina Fibbi verrà ricordata martedì 23 alle ore 11 presso il cimitero acattolico in Via Caio Cestio 6 a Roma (Testaccio).

 

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